Sconto in Fattura del 50%

Sconto in Fattura del 50%

Cessione del Credito 2020 | Sconto in Fattura del 50%

Scopri come ottenere uno sconto immediato in fattura del 50% e pagare la metà i tuoi nuovi infissi e serramenti!

Una delle novità del Decreto Rilancio 2020 che ha maggiormente attirato le attenzioni è, senza ombra di dubbio, il cosiddetto Superbonus del 110%. Dal momento in cui è pensato più per le case indipendenti o gli amministratori di condominio, l’altra novità degna di nota è il ritorno della cessione del credito trasformando le detrazioni in uno sconto in fattura. Torino Porte e Finestre è una delle poche aziende in Italia ad acquisire il credito spettante ai propri clienti per lavori di efficienza energetica a favore di uno sconto immediato in fattura di pari importo. In virtù di ciò, chi intende effettuare opere di miglioramento energetico nella propria casa, come ad esempio sostituire i serramenti, installare una porta blindata o delle tende da sole, potrà farlo spendendo di fatto la metà.

Grazie allo sconto in fattura serramenti, da oggi è possibile acquistare a metà prezzo finestre di design di eccellente qualità, senza attendere il rimborso IRPEF in 10 anni. Al fine di ottenere questo sconto, si deve cedere il Credito Ecobonus spettante all’azienda venditrice, la quale a sua volta potrà incassare attraverso 10 quote annuali di pari entità. Il vantaggio principale è dunque la possibilità di evitare l’attesa di 10 anni per il rimborso del 50%, ma la detrazione viene applicata direttamente sulla fattura e i soldi non devono essere anticipati dall’acquirente.

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Il protocollo n. 283847/2020 dell’Agenzia delle Entrate dispone che:

1.1

I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati al punto 1.2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante:
a. per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi, d’intesa con i fornitori stessi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante;
b. per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare ad altri soggetti, ivi compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

1.2

Le disposizioni di cui al punto 1.1 si applicano, come previsto dall’articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ai seguenti interventi:

a. recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
b. efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020;
c. adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge n. 63 del 2013 e di cui al comma 4 dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020;
d. recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
e. installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020;
f. installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge n. 63 del 2013 e di cui al comma 8 dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020.

1.3

L’opzione di cui al punto 1.1 può essere esercitata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Per gli interventi di cui all’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020, gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

1.4

L’opzione di cui al punto 1.1, lettera b), può essere esercitata anche per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021. L’opzione si riferisce a tutte le rate residue ed è irrevocabile.

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